MBRP: Mindfulness-Based Relapse Prevention

Il protocollo “MBRP” “Mindfulness Based Relapse Prevention” è stato sviluppato nel Centro di Ricerca Addictive Behaviour dell’Università di Washington da Bowen, Chawla & Marlatt. S’ispira al modello dell'”MBCT” “Mindfulness-Based Cognitive Therapy per la depressione” di Jon Kabat Zinn e Segal  per alcuni aspetti centrali, anche se l’ MBRP è stato concepito come un programma di integrazione delle pratiche di mindfulness con i principi della terapia cognitivo-comportamentale applicati alle dipendenze.

Il programma è volto a ridurre il rischio delle ricadute mediante una maggiore consapevolezza dei trigger, degli schemi implicati nella dipendenza e delle reazioni automatiche che comportano l’uso di sostanze.

Gli obiettivi primari della MBRP sono:

1. Sviluppare la consapevolezza dei trigger “eventi che scatenano la ricaduta” e delle reazioni abituali in modo da determinare una “pausa o insight” dei processi apparentemente automatici.

2. Modificare il rapporto con il disagio, imparando a riconoscere e gestire in modo funzionale le esperienze emotive difficili.

3. Promuovere una modalità compassionevole e non giudicante verso la propria esperienza, diminuendo il senso di colpa che abitualmente riporta ai meccanismi abituali di consumo.

Tale modello si propone di sviluppare la compassione e l’accettazione degli stati interiori (compresi impulsi e craving), per promuovere e sostenere un cambiamento consapevole dello stile di vita. L’identificazione e l’accettazione dell’esperienza di disagio quando si manifesta consente quindi di comprendere in profondità l’esperienza invece di evitarla.

Tra gli obiettivi nucleari annoveriamo lo sviluppo della consapevolezza, che consente di rispondere invece di reagire automaticamente e di sviluppare una sana relazione con la sofferenza e il disagio, attraverso l’accettazione e la compassione di sé che sono alla base di stile di vita equilibrato.

Il programma consta di 8 settimane complessive ed ogni sessione ha la durata di circa 1 ora e mezza che prevede pratiche di meditazione formale ed informale di mindfulness e strategie di coping.

SESSIONE  1:  “PILOTA AUTOMATICO E RICADUTA”

SESSIONE  2 : “CONSAPEVOLEZZA DEGLI EVENTI SCATENANTI E DEL CRAVING”

SESSIONE  3: “MINDFULNESS NELLA VITA QUOTIDIANA”

SESSIONE  4: “MINDFULNESS NELLE SITUAZIONI AD ALTO RISCHIO”

SESSIONE  5: “ACCETTAZIONE E AZIONE EFFICACE”

SESSIONE  6: “VEDERE I PENSIERI COME PENSIERI”

SESSIONE  7: “CURA DI SE’ E STILE DI VITA EQUILIBRATO”

SESSIONE 8: “SUPPORTO SOCIALE E PROSEGUIMENTO DELLA PRATICA”.

Gli argomenti trattati includono il pilota automatico in relazione all’uso di sostanze, riconoscere pensieri ed emozioni in relazione agli stimoli (“triggers”), il ruolo dei pensieri nelle ricadute, come integrare le pratiche di mindfulness nella vita quotidiana e come praticare queste abilità in situazioni di alto rischio.

Le prime tre sessioni si focalizzano nell’individuazione dei triggers esterni e delle progressive reazioni fisiche, affettive e cognitive che seguono, in modo da consapevolizzarle. I pazienti apprenderanno le pratiche informali che consentiranno di riconoscere gli schemi cognitivi e comportamentali e scegliere delle risposte adattive e funzionali.

Negli incontri successivi verranno affrontate le strategie di coping legate al craving ed infine verrà elicitato il craving in modo da consapevolizzare i molteplici componenti di questa esperienza attraverso l’esposizione in immaginazione. Durante gli incontri finali verranno infine approfonditi i fattori ambientali che potebbero mantenere o destabilizzare i risultati ottenuti dalla pratica.